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Come ottenere il contrassegno auto per disabili

di Luca Tonini - Maggio 2017

Il certificato in oggetto viene sempre rilasciato dal Comune di residenza. Qui di seguito elenchiamo le varie casistiche che potreste affrontare:

  1. Potete recarvi direttamente al vostro Comune di residenza, di solito presso il servizio di polizia municipale e richiedere il contrassegno in oggetto. Vi verranno consegnati dei moduli da compilare e vi daranno le istruzioni in merito. Portate con voi i verbali di invalidità rilasciati da INPS.
  2. Se al Comune vi dicono che prima dovete passare da distretto Ulss, non scoraggiatevi: andate al vostro distretto e richiedete nuovamente il contrassegno. Vi forniranno un certificato che dovrete portare al vostro Comune per continuare la pratica. Portate con voi i verbali di invalidità rilasciati da INPS.
  3. Al Distretto vi dicono che non avete diritto al contrassegno: si sbagliano.

           Il contrassegno non spetta solamente a chi riporta nel verbale di invalidità la dicitura "ridotte o impedite capacità motorie", ma anche a persone "invalide con necessità            di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita (L.18/80) - indennità di accompagnamento".

          Qui trovate riscontro in un parere del Ministero dei Trasporti (CLICCA QUI) n. 1567 del 11/03/2016 che afferma quanto appena detto.

          Se vi dicono che dovete tornare all'Inps per fare un'ulteriore visita per aggravamento, si sbagliano

          Non serve nessuna ulteriore visita di aggravamento all'Inps. A questo punto riferite che la visita di valutazione la deve fare il Distretto e quindi potrà esprimere un                     parere. Chiedete che vi venga fissata una visita.

          Ah, dimenticavo una cosa...Portate con voi i verbali di invalidità rilasciati da INPS.


Acquista un'automobile con le facilitazioni per disabili...se ne sei capace!

di Piero Iposi - Aprile 2017

Sono un felice padre di una stupenda creatura nata due anni fa con un cromosoma 21 in più. 

Poco tempo fa, io e mia moglie decidiamo di acquistare una nuova autovettura e mi sono addentrato nelle facilitazioni che si possono ottenere quali genitori con figli portatori di handicap riconosciuti dalla Legge 104/1992.

Ebbene, sulla carta è tutto molto chiaro, ci sono molte guide a disposizione, addirittura una recente dell’Agenzia delle Entrate: detrazione irpef del 19% su massimale di euro 18 mila di spesa, iva agevolata del 4%, esenzione dal bollo auto e dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà.

Nella pratica però, se non ti armi di tutta la pazienza che sei capace di sopportare e la elevi all’ennesima potenza, non arriverai mai in fondo e deciderai di rinunciare alle agevolazioni che ti spetterebbero!

Alla concessionaria faccio presente la questione, mi viene detto che non c’è alcun problema, che l’ufficio amministrativo è a conoscenza della legge 104 e mi viene fatto il preventivo con l’iva agevolata.

Accetto il preventivo e dopo poche settimane decidiamo di acquistare l’auto.

Devo quindi rapportarmi con l’ufficio amministrativo, mi chiedono: codici fiscali, carte d’identità, copia del verbale della commissione medica provinciale che ha valutato mia figlia e anche la comunicazione dell’Inps del diritto alla liquidazione dell’indennità di accompagnamento. Bene, fornisco tutto, so che per legge bisogna fornirle (e sono documenti che abbiamo sempre a portata di mano, ce li chiedono oramai ad ogni passo che facciamo…).

Successivamente la concessionaria mi chiede di compilare nell’ordine n. 3 dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà e di certificazione per l’esenzione da IPT: nella prima dichiaro di non essere intestatario di altro veicolo che ha usufruito della stessa agevolazione, nella seconda di avere fiscalmente a carico mia figlia al 50%, che mia figlia non è intestataria di alcun veicolo che ha usufruito della stessa agevolazione e che mia moglie ha fiscalmente a carico mia figlia per l’altro 50%, codice fiscale, data di nascita e firma; nella terza dichiaro che il verbale allegato della commissione medica provinciale è conforme all’originale. E poi firme e controfirme, e ancora firme.

Mi sento decisamente a credito in quanto a informazioni fornite.

Credo sia tutto in ordine, in realtà, tramite amicizie associative non professionali, mi avvertono che ora viene il bello, devo recarmi all’Agenzia delle Entrate, non voglio crederci… parte della documentazione fornita alla concessionaria verrà spedita dalla stessa tramite raccomandata proprio  all’Ufficio delle Entrate competente! Mi viene chiarito purtroppo che, quello che avevo fatto fino a quel punto, riguardava iva agevolata ed esenzione Ipt, rimaneva il capitolo “esenzione bollo”.

Entro nello sconforto e a pranzo vado in un ristorante della confraternita del Baccalà e mi abbuffo sperando passi…

Faccio quindi una telefonata ispettiva, parlo col funzionario dell’Agenzia delle Entrate che si occupa di queste pratiche, gentilissimo, e chiedo se è necessaria la mia presenza e la produzione di altra documentazione, soprattutto alla luce del fatto che voglio ottimizzare al massimo i tempi.

La risposta è lapidea: la documentazione che viene inviata tramite raccomandata entra materialmente nella disponibilità di un’altra persona che si occupa di IVA ma NON dell’esenzione  del bollo; per compilare i moduli dell’esenzione del bollo e impiegare (o buttare) il minor tempo possibile, meglio che mi rechi presso gli Uffici.

Mi reco quindi all’Ufficio, per fortuna tramite accordo verbale senza bisogno di prenotazioni online e code varie…con la seguente documentazione: carta d’identità, libretto di circolazione, frontespizio del 730 della moglie, delega della moglie per la firma e presentazione di documentazione, verbale della commissione medica provinciale, copia della comunicazione dell’Inps del diritto alla liquidazione dell’indennità di accompagnamento.

Firmo e me ne vado, ma più che altro scappo, scappo da una giornata dove ti senti preso in giro da una burocrazia che non riesce a capire se stessa, figuriamoci se riesce a tener presente l’art. 6 comma 4 della L.212/2000 – Statuto del contribuente- “non possono essere richiesti documenti o informazioni già necessariamente in possesso dell'Amministrazione” la quale, anche ai sensi dell'art. 18, n. 2, della l. 241/90 è tenuta d'ufficio ad acquisire o produrre il documento in questione o copia di esso.

Cerco di pensare solo a mia figlia che con il suo sorriso unico vedrà con sorpresa la macchina nuova, allora e solo allora riuscirò a non pensare a: n.7 scambi di mail con la concessionaria con tanto di allegati, almeno n.15 colloqui telefonici, n.1 visita all’A.D.E., per un totale approssimativo di ore 6 del mio tempo. Perché non farmi firmare n. 1 documento omnicomprensivo di tutte le informazioni necessarie? Poi, copia alla concessionaria, copia all’ADE via pec dove in 1 solo ufficio 1 sola persona lo stampa e lo archivia? Tempo impiegato: 3 minuti in ogni ufficio.

Spero queste tediose righe possano essere d’aiuto a qualche collega nella mia situazione, non augurandovi certo che, dopo questi dribbling burocratici, vi venga qualche forma di isteria grave che possa portarvi ad essere certificati dalla commissione medica quali disabili gravi, perchè allora dovrete cominciare tutto da capo se vorrete un’auto per voi!

Baden Powell disse: quando guardate, guardate lontano, e anche quando credete di guardare lontano, guardate ancor più lontano.

Ecco, guardare lontano…ho fatto così.

Piero Iposi (Odcec Vicenza)